A rocking idea for broken up girls

Adorabili infedeli

Vale la pena rimanere insieme dopo aver scoperto un tradimento? Uno psichiatra americano è convinto di sì. E qui spiega come fare

Un'attenzione maniacale al fitness, cellulari che lampeggiano durante la notte, un "like" sospetto su facebook, una nuova posizione sessuale, biglietti aerei per destinazioni tutt'altro che lavorative... E un giorno la scoperta: c'è un altro o un'altra. 
Sebbene non esistano statistiche definitive (secondo l'Associazione matrimonialisti italiani avviene nel 50 per cento dei matrimoni) nelle relazioni di lungo corso l'infedeltà è piuttosto comune ed è una delle cause più frequenti di separazione. E se fino a qualche tempo fa riguardava soprattutto gli uomini, oggi almeno nel 45 per cento dei casi riguarda le donne, perché sono aumentate le opportunità per mantenere contatti attraverso il lavoro o i social network. I motivi? Ci si vuole sentire connessi, speciali, perennemente eccitati. "Chiediamo al partner di partecipare alla nostra realizzazione e di essere contemporaneamente amico, compagno, amante, genitore: competenze e aspettative impossibili da soddisfare che prima, in una società meno disgregata, venivano ripartite tra famiglie allargate e amici", dice lo psichiatra Scott Haltzman, autore di The Secrets of Surviving Infidelity, manuale per sopravvivere all'infedeltà appena pubblicato dalla John Hopkins University Press.

Ma c'è anche un altro fattore: la confusione su quello di cui abbiamo bisogno. "Più scelte abbiamo nella vita e più siamo infelici. Se in un ristorante ci danno un menu con poche alternative saremo più contenti della nostra scelta, molto di più che se dovessimo agonizzare tra molte. Troppe scelte fanno sì che rimpiangiamo quello che non abbiamo avuto e ci rende compulsivi nel cercare qualcosa di meglio ad ogni opportunità". 
È facile che tutto questo contribuisca a un senso perenne di scontentezza coniugale. "In media ci si mette sette anni per rivolgersi a un esperto. Spesso si permette alla vita amorosa di ristagnare sperando che un giorno migliorerà da sola. Alcuni non sanno quanto bisogna essere infelici prima di mollare tutto. Altri non possono permettersi il costo del divorzio o sono riluttanti a esporre i bambini a cambi violenti. Una storia extra offre una scappatoia temporanea. Sembra la risposta più facile", dice Kate Figes, counselor matrimoniale, autrice di Our Cheating Hearts: Love, Loyalty, Lust and Lies, anche questo fresco di stampa. 

Ma l'infedeltà attacca un bisogno umano essenziale: sentirsi speciali per un altro essere umano. E i sintomi di chi scopre di essere stato tradito somigliano a quelli della sindrome da stress post traumatico. Perché dovremmo tornare insieme a qualcuno che ci ha tradito? "Perché siamo umani e sbagliamo", dice Haltzman. "Le coppie che sopravvivono alle infedeltà alla fine riconoscono che il traditore è più complicato di quello che ha commesso. Certo, è una decisione che deve prendere il singolo. Ma i matrimoni sono relazioni complesse: ci sono molte ragioni per cui il 50 per cento dei traditi continua a stare insieme. Oltre l'amore, che è importante, c'è la mancanza di indipendenza economica, obblighi nei confronti dei figli, paura della solitudine, nessun posto dove andare. In più molti di quelli che si separano dopo un tradimento arrivano a rimpiangere quella decisione e le statistiche dicono che non sono più felici col secondo o col terzo matrimonio". 

Ed è davvero possibile perdonare? "Dipende dalla gravità e dalla durata del tradimento, ma in media ci vuole un anno per superare il trauma. Perdonare significa innanzitutto liberarsi dal risentimento ed è vitale per la vittima", dice Haltzman. "Il traditore però deve essere genuino nelle sue scuse, accettare la propria responsabilità e capire il dolore che ha provocato. E poi deve anche perdonarsi".
Forse dovremmo rivedere le nostre aspettative nei confronti delle relazioni, visto che siamo più pronti ad accettare una separazione che un tradimento. "L'ideale della monogamia è tenuto assieme più da una condanna sociale e culturale dell'infedeltà che dalla coppia che dovrebbe essere adulta abbastanza per parlare della propria attrazione verso altre persone, i problemi interni e il modo per costruire un futuro migliore insieme", dice Figes. "Le relazioni stanno attraversano cambi radicali che riguardano aspettative, equilibrio tra vita e lavoro e l'etica moderna della felicità individuale. Una relazione intima dovrebbe essere quella in cui possiamo essere imperfetti e sentirci comunque amati". 

Istruzioni per andare avanti 
Ecco i 4 step necessari, secondo Haltzman
1. Chiudere la storia. 
"Sembra ovvio ma molti continuano a mantenere contatti con la terza persona. Questo crea confusione, toglie tempo ed energie alla relazione. Il partner inoltre non può competere con qualcuno che vedi solo al meglio e la tentazione sarà sempre dietro l'angolo". 
2. Tagliare qualsiasi contatto con la terza persona. 
"È la chiave per guarire la relazione. Con questo intendo non solo contatti sessuali ma anche email, telefono, tempo insieme sul lavoro. Non si dovrebbero mai lasciare ambiguità  nel comunicare la fine di una storia, anzi bisogna chiedere di non essere più contattati".
3. Costruire un matrimonio trasparente. 
"So che suona come una misura ultrasevera, ma se hai tradito e vuoi ripristinare la fiducia, il tuo partner dovrebbe avere accesso a tutti i tuoi contatti e le tue chiamate. Basta con password segrete. La tua privacy personale deve essere sacrificata per il bene della relazione". 
4. Creare tempo per parlare. 
"La persona tradita - a seconda del grado di verità che può sopportare - ha il diritto di chiedere anche i particolari, e di avere risposte chiare e complete. È importante perché spesso immaginare cose è molto piu spaventoso che sapere cosa è successo veramente. Suggerisco di non andare avanti per ore: bastano sessioni di 20 minuti a volta per ridurre la pressione emotiva. Così si impara anche a essere succinti ed efficaci. Se l'ansia è troppa, consiglio di scriversi delle email, non più lunghe di una pagina. Lasciano il tempo di organizzare i pensieri, controllare le emozioni e di riflettere sulle risposte". 

Fonte:d.repubblica.it

 

Lui la tradisce: devo dirglielo?

 

L'amicizia, soprattutto tra donne, si basa sulla sincerità. Ma come comportarsi nel caso in cui si scopra il tradimento del compagno o del marito di un'amica? Quattro donne raccontano la propria esperienza

 tradimenti tra moglie e marito non scandalizzano più nessuno, le coppie fedeli sono talmente rare che tra non molto, come i panda, saranno protette con un bollino tipo WWF. Gli ultimi dati Istat dicono che gli italiani sono molto sedentari, ma nello sport delle scappatelle extraconiugali sono molto attivi. In Italia, infatti, una coppia su due è infedele, nel 60% dei casi si cornifica il partner sul posto di lavoro tra un caffè e una telefonata, nel 40% il tradimento comincia in modo virtuale, su internet, e si concretizza sui sedili dell'auto o in un motel. Una ricerca condotta dal Centro Studi dell'Associazione Matrimonialisti Italiani in collaborazione con il professore Vincenzo Mastronardi, direttore della cattedra di psicopatologia forense all'Università Sapienza di Roma, ha rilevato infatti che in fatto di tradimenti le donne hanno quasi raggiunto la parità: il 55% degli uomini è infedele, le donne seguono con un bel 45%. La vera novità è che nel 7% dei casi, chi tradisce lo fa con una persona dello stesso sesso. Le infedeltà omosessuali sono sempre più spesso la causa di separazione, perché va bene essere traditi con uno o una più affascinante, ma l'omosessualità del proprio marito o della moglie non si può accettare. L'infedeltà diventa spesso un problema per gli amici dei fedifraghi, ad esempio: se vedi il marito della tua migliore amica con un'altra, è meglio parlare con il partner cornificato, dirlo a lei, o piuttosto tirare dritto e far finta di niente? 
Ecco come hanno reagito quattro donne.

Claudia, 50 anni: "Mi sono sentita male quando la mia amica Laura mi ha raccontato che da un anno aveva una storia con un amico di suo marito. Non per moralismo, ma perché il mio primo pensiero è stato "come farò d'ora in poi durante le cene a guardare senza imbarazzo negli occhi lei, marito e amante?". La nostra è un'amicizia ultra-ventennale e in questo lungo periodo abbiamo condiviso anche gli amici più cari, quindi la rivelazione per me è un vero guaio, avrei preferito che Laura non mi dicesse nulla. La mia paura è che, prima o poi, il marito si accorga di essere cornificato e che poi se la prenda con gli amici che lo sapevano e non gli hanno detto nulla. Mantengo il segreto o glielo dico? Me lo sono chiesta per due lunghi mesi e quando ero sicura che parlargliene con tatto era la soluzione migliore, per fortuna, la mia amica si è stufata dell'amante e tutto è tornato come prima. E io sono contenta di aver mantenuto il segreto, perché forse la notizia avrebbe causato un maremoto tra marito e moglie e tra amici. Non so se Laura ha mai raccontato al marito della sua relazione extraconiugale, sono ancora insieme dopo 10 anni e l'amico/ex amante frequenta ancora la nostra compagnia, sempre presente a cene e week end culturali".  

Giada, 40 anni: "Ho scoperto la relazione di Marco, il marito della mia amica Elena, per un errore digitale. Una notte ricevo un sms molto piccante dal suo numero di cellulare. Le frasi non lasciano dubbi: "prima di te non ho mai fatto l'amore così con nessuna donna, mi fai impazzire, solo con te mi sento al settimo cielo...". Lo leggo, lo rileggo e poi scoppio a ridere. Devo svegliarmi presto e mi giro dall'altra parte e riprendo a dormire. L'indomani mattina, durante una pausa, chiamo Marco e gli dico che forse stanotte ha inviato un sms a un numero sbagliato. Lui rimane muto per qualche secondo e poi mi chiede se ne avevo già parlato con la moglie. Lo rassicuro e lui a quel punto mi confessa che ha avuto un'avventura con una ragazza che ha il mio nome e che avendo sulla rubrica entrambe ha inviato il messaggio alla Giada sbagliata. Ovviamente, come da manuale, dice che è sempre stato fedele e che ama sua moglie e le sue bambine e che questa ragazza è solo un'avventura. "Non dire nulla a Elena, sai che ne farebbe una tragedia e potrebbe mandare all'aria il matrimonio", mi supplica. Non si è mai accorto che la moglie da anni sa dei suoi tradimenti? Forse questa è la goccia che può far traboccare il vaso, convincere Elena a mandarlo al diavolo e separarsi. Appena ho chiuso la telefonata con lui ho girato l'sms galeotto alla mia amica, aggiungendo che la Giada in questione non ero io... ma una mia omonima. Come previsto la separazione è arrivata velocemente, Elena ha trovato un uomo più maturo con il quale è felice, lui continua a sfarfalleggiare a ogni congresso". 

Miriam, 35 anni: "Io e Lydia abbiamo frequentato la scuola insieme dall'asilo fino alla 5a liceo e anche se lei poi ha fatto l'università all'estero, siamo rimaste sempre molto amiche. Lydia ha studiato comunicazione e marketing in America, io medicina in Italia, ma per fortuna dopo gli studi è tornata a lavorare nella nostra città. Anche dopo che ci siamo sposate abbiamo continuato a vederci con i nostri mariti e non abbiamo perso l'antica abitudine di trovarci da sole per raccontarci le cose belle e brutte delle nostre vite. A differenza di lei non ho mai amato lo shopping, ma a dicembre ero in Inghilterra per un congresso, in una cittadina vicina a Londra, e visto che Natale si avvicinava pericolosamente ho deciso di fermarmi un giorno in più per comprare qualche regalo. Lydia, che mi conosce molto bene, non avrebbe mai immaginato di incontrarmi in giro per negozi a Londra. Ma come si dice... "il diavolo fa le pentole ma non i coperchi". Infatti: da Harrod's l'ho beccata con il mio ex fidanzato del liceo. Ero incredula. Per evitare spiegazioni patetiche ho fatto dietro-front, ma loro mi hanno inseguita per spiegarmi tutto. Tra le lacrime mi hanno detto che erano amanti anche al liceo, hanno continuato dopo che Lydia si è sposata e vorrebbero vivere insieme, ma non lo fanno per non far soffrire i bambini di entrambi. Li ho salutati malamente e appena girato l'angolo ho chiamato il marito della mia amica e gli ho raccontato tutto". 

Bianca, 28 anni: "Quando in centro ho visto mio padre abbracciato ad una tipa, ho pensato di avere le allucinazioni per la febbre. Ma ero fresca come una rosa. Come è possibile che un uomo di quasi 60 anni, con moglie e due figli all'università, dopo il lavoro vada in giro a sbaciucchiare un'altra? L'ho guardato con rabbia, ho fissato negli occhi lei, ho dato degli stupidi ad entrambi e sono fuggita. "Come faccio a dirlo alla mamma? Meglio non farglielo sapere? Ma se tornando a casa mio padre confessa il tradimento?"... mi chiedevo sconvolta. Per fortuna quando sono entrata in casa mia madre non c'era, ho potuto parlarne prima con mio fratello. Anche lui era del parere che dovevamo dire tutto alla mamma. Mio padre è tornato a casa all'ora di cena, con una scusa mi ha chiamata sul balcone e mi ha detto che non aveva una relazione con quella donna, ma solo un'amicizia affettuosa senza importanza, e quindi era meglio dimenticare tutto. La sua spiegazione mi è sembrata ridicola e poco credibile e sono entrata in cucina e ho detto alla mamma che nel pomeriggio avevo incontrato in centro papà con un'altra. Mia madre è sbiancata e ha urlato "l'altra volta ti ho perdonato, questa volta la paghi". Io e mio fratello ci siamo guardati increduli e quasi in stereo abbiamo chiesto "l'altra volta?". "Si, non è la prima volta che mi tradisce, ma se siete d'accordo questa volta lo mettiamo alla porta" ha spiegato mia madre. Certo, abbiamo risposto io e mio fratello. Per un anno papà ha vissuto dalla nonna, senza farsi mai vedere a casa, poi pian piano ha cominciato un avvicinamento con la mamma. Si sono visti, fuori casa, sono andati al cinema e anche in vacanza insieme, ma noi non abbiamo mai voluto che lui tornasse a vivere a casa. Ultimamente in occasione dei funerali di uno dei nonni, il papà ci ha chiesto se può tornare a casa. La mamma dice che è stato punito abbastanza, vive dalla nonna da tre anni, e che visto che la vecchiaia è sempre più vicina, preferisce tornare con lui".

Il parere dell'esperta La scoperta di una relazione extraconiugale genera sentimenti e reazioni molte diverse, sia in chi lo subisce, sia tra gli amici che ne vengono a conoscenza: si passa dall'incredulità alla delusione, dalla vergogna all'impotenza. "Se a scoprirlo è un'amica o un amico si pone un problema etico: come faccio a far finta di nulla se vedo il marito della mia migliore amica con l'amante? Mantenere il segreto rende complice dell'uomo e crea nello stesso tempo problemi di lealtà nei confronti dell'amica. Mentre rivelarlo rischia di far saltare il matrimonio", dice la dottoressa Cristiana Chiej, psicoterapeuta e sessuologa clinica a Milano. 
"Non ci sono linee guida generali, ognuno deve reagire secondo la propria etica personale. Ad esempio, se sono amica di entrambi, magari prima parlo con il traditore e cerco di spingerlo ad assumersi le sue responsabilità e se non lo fa, posso decidere di parlare con l'altra. Da non sottovalutare che il tradito può reagire male, non tutti vogliono sapere, che anche un'amica di vecchia data può vivere la rivelazione come un'invasione oppure che il fedifrago può farti passare per bugiarda o visionaria. Ma se non parli e il tradimento diventa di dominio pubblico, l'amico che lo ha subito te ne dirà di tutti i colori e non avrà più fiducia in te. A quel punto, infatti, al dolore per l'infedeltà si aggiunge la vergogna per non aver capito quello che succedeva alle sue spalle, mentre altri, soprattutto amici, ne erano a conoscenza. Ogni situazione richiede un'analisi seria e responsabile, ma una volta che sai, non pensare di poter restare neutrale. Parlare o tacere sono scelte che quasi certamente lasceranno vittime sul campo".

 

Fonte:d.repubblica.it

Cagliari, ragazza strangolata in auto:
arrestato l'ex fidanzato geloso

CAGLIARI - Pedinamenti, continue telefonate e sms, minacce di morte: sono stati mesi di autentica persecuzione quelli vissuti da Marta Deligia prima di essere uccisa dall'ex fidanzato, quando ormai il loro rapporto era arrivato al capolinea proprio per i comportamenti violenti di lui. Con il passare delle ore emergono i retroscena di questo ennesimo femminicidio. La giovane donna - 26 anni, dieci in meno del compagno - aveva più volte denunciato ai carabinieri di Villacidro le vessazioni dell'ex, Giuseppe Pintus.

Insieme da circa 4 anni, i due si erano lasciati 3-4 mesi fa a causa dell'ossessiva gelosia dell'uomo che spesso sfociava in veri e propri maltrattamenti. Pintus viene descritto come violento: anche la sua precedente relazione con una vedova era stata interrotta dalla donna perchè vittima di brutalità e soprusi.

Oggi il tragico epilogo: Marta, secondo quanto accertato dagli investigatori dell'Arma, è stata strangolata nell'auto di Pintus, nelle campagne del paese. All'alba la telefonata al 112: «Ho fatto una cavolata, adesso vado ad ammazzarmi». Per qualche ora, accertata la scomparsa della coppia, si è pensato ad un omicidio-suicidio. Il corpo della giovane è stato trovato a metà mattinata e da lì in poi si sono intensificate le ricerche dell'uomo, a quel punto ricercato per omicidio.

Pintus è stato catturato poco lontano dal luogo di ritrovamento della vettura, una Fiat Bravo, e trasferito subito in caserma per l'interrogatorio. Già arrivato il magistrato incaricato dell'inchiesta, il pm di Cagliari Danilo Tronci. Nel frattempo, il medico legale Roberto Demontis ha completato l'esame esterno del corpo della vittima autorizzando la rimozione del cadavere. 

 

Fonte:Messaggero.it

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