A rocking idea for broken up girls

Piedimonte Matese. Io tradita da marito che va in un'abitazione privata che altro non è che una casa di appuntamento in pieno centro!

 

Una lettera che per un certo aspetto rivela anche momenti di drammaticità vissuti in un nucleo familiare di Piedimonte Matese, almeno stante le parole buttate giù da una signora 45enne del posto, che si dice stanca dei continui tradimenti del marito con donne straniere che lavorano nei Comuni circostanti il matesino. Ecco la missiva. 
"Se sono arrivata al punto di scrivere queste righe, per giunta ad un giornale, vuol dire che sono arrivata a toccare il fondo con tutta la mia famiglia. Sono anni che colui che doveva occuparsi di me e dei miei figli, ci ha preso solo in giro. Ma negli ultimi tempi la situazione è diventata davvero drammatica a causa di tante donnine dell'est che ben volentieri e per pochi soldi, il giovedì pomeriggio e la domenica, offrono le loro grazie a tanti 50enni, 60enni e anche ultra 70enni della nostra città e dei paesi limitrofi, inducendoli come nel caso di mio marito a sperperare quei pochi soldi che arrivano da sussidi e lavori saltuari. Nel mio caso poi, oltre al dramma di vedere il compagno di vita correre dietro a queste sconsiderate, anche la presa per il c...di avergli pagato la compagnia in più di una occasione, visto che quando restava senza soldi, chiedeva quei dieci- quindici euro per pagare la "birretta" all'amica di turno e perchè no... portarsela a letto. Qualche settimana fa, mio figlio che ha soli quindici anni, stava andando ai Salesiani. Al ritorno, mi diceva di aver visto entrare il padre entrare in un'abitazione in via Caso, in compagnia di un altro signore e due donne presumibilmente dell'est. Al ritorno del caro congiunto, ho provato a chiedere spiegazioni, ma l'unica risposta è stata quella di dare uno schiaffo proprio al nostro ragazzo per non essersi fatto i c...i suoi! A quel punto mi sono recata anche dall'avvocato per iniziare le pratiche della separazione, sebbene i figli non abbiano mai voluto sentirne parlare. Poi una sera della settimana scorsa, vengo chiamata da una parente che riferisce anche lei di aver visto entrare nuovamente mio marito in un'abitazione di via Caso e sempre in compagnia di una donnina dell'est. Chiedendo un pò in giro, con molta discrezione, ma soprattutto soggezione e vergogna, mi veniva spiegato che alcune ragazze, accettano compagnie da uomini sposati del posto, dando loro un appuntamento in alcune abitazioni situate in via Caso, magari le stesse abitazioni dove prestano il loro servizio di badante. Tutto, è plausibile, svolto alle spalle degli ignari proprietari. Io con questa lettera intendo denunciare il malaffare che sta propagandosi in città, ma voglio anche sottolineare che non tutte queste donne sono delle 'malefemmine' (il termine usato era un pò più pesante,ndr), ma pur tuttavia alcune tra esse stanno sfasciando molti matrimoni a Piedimonte Matese, come ad Alife, San Potito e altri comuni ancora. Hanno dato vita a quella che un tempo era definita una casa di appuntamenti. Spero che almeno attraverso voi, qualche coscienza in città si smuova e decida di adottare dei provvedimenti contro queste persone che sono vere e proprie professioniste dell'adescamento, soprattutto per quei tipi come mio marito che si fanno abbindolare per pochi euro!" 
 

 

Parte per uccidere la rivale in amore tradita dal messaggino

 

IN PRINCIPIO fu un sms sbagliato, un messaggio piccante destinato all'amante e inviato per errore alla convivente "ufficiale". Un errore madornale per un brillante pensionato sessantenne, che l'altra sera ha rischiato di dare origine a una tragedia. Perché la donna tradita, Maria Isabel Aguilar Cachi, peruviana di 43 anni, non appena ha sentito il trillo del cellulare e letto il messaggino, ha preso dalla cassaforte di casa la pistola dell'uomo, una Smith & Wesson 38 special, una scatola di 50 proiettili calibro9 edè uscita dalla porta come una furia. L'uomo ha provato a fermarla, ha tentato di giustificare l'equivoco, ma la donna era già per le scale.

C'era un solo posto dove potesse essere diretta: le Molinette, dove lavora l'amante del suo convivente, 47 anni. L'uomo, rendendosi conto del pericolo, ha subito chiamato i carabinieri: «Correte, fate presto, non so fino a che punto possa spingersi quella donna», ha detto concitato all'operatore del 112. Due pattuglie del nucleo radiomobile pochi minuti dopo erano piazzate davanti all'ingresso dell'ospedale. I carabinieri sono corsi all'interno, a proteggere la malcapitata rivale, che la gelosia aveva trasformato in bersaglio.

La peruviana, accorgendosi dello spiegamento di forze che si era verificato, per un paio d'ore ha vagato senza meta. Arrabbiata, confusa, delusa per come stessero svanendo nei pochi caratteri di un messaggino due anni di convivenza con quell'uomo più anziano. Il convivente, d'altra parte, ha cercato inutilmente di contattarla. E così hanno provato a fare anche i carabinieri. Alla fine è stato solo il figlio diciottenne, nato da una precedente relazione,a convincerla, dopo numerose telefonate, ad arrendersi. Davanti a lei e davanti ai carabinieri il pensionato ha continuato a negare che quel messaggio fosse per un'amante, ha continuato a dire che era solo un'amica.

La peruviana è stata arrestata per porto abusivo d'arma e, almeno per i prossimi giorni, starà lontana da lui, in una cella del Lorusso e Cutugno. Ma anche l'uomo passerà i suoi guai con la giustizia, oltrea quelli sentimentali. La sua pistola, infatti, era regolarmente denunciata e custodita, ma nel suo appartamento gli uomini dell'Arma hanno trovato 205 cartucce, una quantità superiore a quella consentita.

Inoltre l'uomo aveva in casa anche un'altra pistola, una Beretta, pure questa regolarmente denunciata.

 

Fonte:Repubblica.it

Delitto Oregina, parla la moglie 'Io tradita dalla mia passione'

Un amore intenso, in grado di far perdere il senso della realtà. Mille progetti in testa, voglia di realizzarli, guardando al futuro senza farsi domande, senza chiedere. Chiusa per cinque ore nell' ufficio del pm Piercarlo Di Gennaro, Rachele Vanzo ha ripercorso le tappe della sua relazione extra coniugale con Giovanni Grasso fino alla notte del 2 agosto, quando suo marito Angelo ha freddato a colpi di pistola il suo rivale. Madre di tre figli, Rachele Vanzo è una donna distrutta, che si regge a malapena sulle gambe quando scende dall' auto della polizia per entrare in tribunale. Sono le tre e mezza di pomeriggio. Sorretta da una poliziotta della Squadra Mobile, sale fino al nono piano. Entra nell' ufficio e inizia a parlare con il pm che ha accusato suo marito di omicidio volontario. «Ci siamo conosciuti otto mesi fa, vivevo questo rapporto con l' entusiasmo e la leggerezza di una ragazzina di 15 anni. Lo ammetto, ho perso la testa per quell' uomo. Toccavo le stelle, se avessi avuto la lucidità di una donna della mia età, tutto questo non sarebbe accaduto~». Rachele parla a ruota libera. è l' unica testimone del delitto, il magistrato soprattutto vuole capire perché il racconto che ha fatto agli agenti delle Volanti nei momenti immediatamente successivi al delitto è diametralmente opposto a quello fatto dal marito in carcere davanti al gip Silvia Carpanini il giorno della convalida dell' arresto. Angelo Piro, guardia giurata della Vigilanza Valbisagno, è accusato di omicidio volontario, ma il magistrato ritiene che possano esserci gli estremi per la premeditazione. La moglie ha parlato di una vera e propria esecuzione, lui si difende dicendo che si è trovato per caso nella casa dei suoceri e che è stato aggredito da Grasso: è nata una colluttazione e sono partiti, andando a segno, cinque colpi dalla sua Beretta. Il difensore di Piro, Pietro Bogliolo, è convinto che il suo cliente non è in grado di usare la pistola a causa dei postumi di un incidente, tanto che ha richiesto una perizia per accertare la funzionalità del braccio e della mano destra che impugnava l' arma. Inoltre, chiederà una seconda perizia (la eseguirà il medico legale Silvana Mazzone, lo stesso che ha eseguito l' autopsia), per provare che il graffio che ha sull' avambraccio è conseguente all' aggressione di Giovanni Grasso: se fosse vero, per l' avvocato vorrebbe dire che è stato aggredito e involontariamente ha fatto partire i colpi mortali. «Mi sembra strano - interviene il legale della famiglia Grasso, Giuseppe Maria Gallo - che il problema della colluttazione venga fuori dopo il colloquio davanti al gip e che quella ferita non sia stata notata nel corso dell' interrogatorio». I genitori e la moglie della vittima si sono costituiti parte civile. «Ho avvertito una naturale compattezza, segno che sono uniti in questa tragedia». Come detto, ieri è stata eseguita l' autopsia. Per quanto riguarda i funerali di Giovanni Grasso, potrebbe venire celebrati già a metà della prossima settimana.

Fonte:Repubblica.it

Come riconoscerli

searchCome riconoscerli

 

Tana per te

Bastardi d'Italia

angoloGeolocalizza il tuo bastardo

 

Try to catch him

V come Vendetta

La vendetta...scegli la tua

 

Grrrr....

Bastardometro

bastardometroBastardometro...tutte le statistiche

 

Guarda!

L'Oracolo

oracle..interroga l'oracolo e scopri il tuo futuro in una risposta

 

Interroga